Un astro-incontro indimenticabile

Sabato scorso, due membri del nostro Team hanno avuto la grande fortuna ed onore di incontrare personalmente l’unica ed inimitabile astronauta italiana Samantha Cristoforetti.
Conoscere una figura del suo calibro e idolo dell’ambiente aerospaziale italiano ed europeo, è stata un’opportunità indimenticabile ed emozionante. In segno di stima e riconoscenza, i nostri due rappresentanti del Team hanno voluto donare a Samantha la polo con l’ala di Icaro, nostra uniforme. Si tratta di un umile riconoscimento, ma di grandissimo valore per noi studenti Icarus.
Possiamo ora considerare AstroSamantha membro onorario del Team? 😉
E su una delle nostre polo e sulla deriva di ACC-17, sono ora presenti i suoi autografi dedicatici; anche nella speranza che siano di buon auspicio per i progetti del Team degli anni a venire!
Grazie Samantha Cristoforetti per ispirare le nuove generazioni!
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[English version]
Last Saturday, two members of our Team had the big opportunity of meeting the one and only Italian astronaut Samantha Cristoforetti.
Meeting a person of such caliber and idol of the Italian and European Aerospace field was an unforgettable and exciting experience. As a sign of respect and and gratitude, our two spokesmen wanted to donate the shirt with Icaro’s wing, our uniform, to Samantha. It is an unpretentious recognition that has a huge value for Icarus students.
Nw can we consider Astro-Samantha an honorary member of the Team? 😉
And now there is on a shirt of the Team and on the ACC-17 tail her dedicated autographs. We hope they will be an auspicious for the projects of the Team of next years!
Thanks to Samantha Cristoforetti for inspiring new generations!
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RA

[English version below]

RA

E’ la nostra sfida più recente: RA, il Record Aircraft.

Il progetto si piazza in prima fila tra le avanguardie della tecnologia moderna, perfettamente in linea con l’attuale sviluppo industriale e della ricerca.
RA è un UAV auto-pilotato, energeticamente auto-sostenibile, grazie all’impiego di efficienti pannelli solari che ne rivestono la struttura.
In quanto UAV, tale velivolo non riceve comandi in remoto da parte dei nostri piloti. Il piano di volo si basa solo su algoritmi precedentemente programmati che minimizzano i tratti di crociera in zone poco illuminate, così da sfruttare al meglio la potenza offerta dal Sole.

La missione ultima del velivolo sarà quella di sorvolare i cieli dell’Oceano Atlantico, atterrando infine nel Nuovo Continente. Trattandosi di una missione di efficienza, l’aerodinamica del modello è stata curata nei minimi particolari, così come le sue strutture, le quali sono state ottimizzate al fine di garantire le migliori prestazioni in volo.
Attualmente RA è in fase ultima di progetto, sono stati ultimati i CAD, le analisi strutturali e quelle aerodinamiche, pertanto il prossimo passo sarà quello di dare vita al modello 1.0.

I materiali di impiego sono quasi totalmente compositi in fibra di carbonio. Negli anni precedenti la fase di laminazione è stata commissionata a terzi più esperti nel settore. Ma da quest’anno abbiamo deciso di svolgere autonomamente questo compito, così da abbattere i costi di progetto e al tempo stesso incrementare la nostra esperienza nell’ambito delle lavorazioni sui compositi.


[English version]

RA

It is our latest challenge: RA, the Record Aircraft.

The project stands in front of the avantgarde of modern technology, since it is perfectly in step with nowadays industrial and research development.
RA is a self-piloted and energetically auto-sustainable UAV, thanks to really efficient solar panels, which cover its structure.
Since it is an UAV, the vehicle is not remotely controlled by our pilots. The flight plan is based just on previously programmed algorithms that minimize the distance between poorly lit points on the map. In fact, one of the requirements of the airplane is taking the best advantage of the solar power.

The last mission in program is flying over the Atlantic Ocean to land at the American continent. Because we have to find the best efficiency for this mission, the aerodynamics of the model airplane has been studied in great detail. The same has been done for the structures, since they must guarantee the best performances in the air.
Actually RA is in the final phase of design. CADs, structural analysis and aerodynamic studies are now ready; we must just put in practice the previous works to assemble the 1.0 model.

The materials we will use are mainly all carbon-fibre composites. Previously the lamination phase was commissioned to expert third-parties. But from the beginning of this year, we decided to carry out autonomously this task. So we can reduce the costs and increase our knowledge about composites manufacturing at the same time.

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DART

[English version below]

DART

DART è uno dei tre progetti di cui il team si occupa il cui scopo è quello di progettare, costruire e validare un razzomodello. Il progetto attuale prevede il lancio ed il recupero in piena sicurezza di un razzo che raggiungerà una quota prevista di circa 2500 metri.
 
Il propellente utilizzato è un propellente solido costituito da saccarosio, nitrato di potassio e resina. Quest’ultima viene utilizzata per legare i due componenti con il vantaggio che questa operazione si può fare senza utilizzare fiamme necessarie alla caramellizzazione, come si è soliti fare a livello amatoriale. Il propellente verrà poi inserito all’interno del motore costituito da un case e da un ugello da cui vengono espulsi i gas combusti ad altissima velocità producendo la spinta necessaria a raggiungere i nostri obiettivi. Per quanto riguarda il recupero esso sarà effettuato mediante l’apertura di un paracadute la cui espulsione verrà per mezzo di una carica esplosiva innescata mediante un sistema elettronico opportunamente realizzato.
 
I materiali utilizzati vedono l’acciaio impiegato per la costruzione del motore (tale scelta è legata sia alle sollecitazioni dovute alla pressione in camera di combustione sia alle alte temperature che si sviluppano) e l’alluminio per il corpo razzo al fine di non appesantire troppo l’intero sistema.
 
Da questa breve sintesi possiamo capire come la sezione DART dà la possibilità di acquisire conoscenze relative a diversi campi : chimica dei propellenti, dimensionamento motore, analisi di stabilità del razzo e infine recupero.
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[English version]

DART

DART is one of the three projects the team deals with, whose purpose is to design, build and validate a rocket model. The current project provides for the launch and recovery in full safety of a rocket that will reach an expected altitude of about 2500 meters.
 
The propellant used is a solid propellant consisting of sucrose, potassium nitrate and resin. The latter is used to bind the two components with the advantage that this operation can be done without using flames necessary for caramelization, as it is usually done at amateur level. The propellant will then be inserted into the engine, which consists of a case and a nozzle from which the high-speed fuel gases are expelled, producing the necessary thrust to achieve our objectives. As far as recovery is concerned, it will be carried out by opening a parachute whose expulsion will come through an explosive charge triggered by an appropriately constructed electronic system.
 
The materials used are mainly the steel used for the construction of the engine (this choice is linked to stresses due to the pressure in the combustion chamber and the high temperatures) and the aluminum for the rocket body in order not to weigh too much the whole system.
 
From this brief summary we can understand how the DART section gives the possibility to acquire knowledge related to different fields: propellant chemistry, engine sizing, rocket stability analysis and finally recovery.
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POLITOUR

POLITOUR

Domani, Venerdì 28 Settembre, dalle 14:00 alle 18:00 saremo presenti nel cortile centrale delle aule ‘i’ per esporre i nostri progetti!
Siete ovviamente tutti invitati al nostro stand!

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Recruitment Form

[English version below]
Il form per candidarsi ad entrare nel team è ora attivo e ricordiamo che è possibile compilarlo ed inviarlo fino alle ore 20.00 del 28/09 al seguente link.

Nonostante la preferenza da indicare su progetti e ambiti, questa non è vincolante: i candidati per le aree che richiedono test scritto possono eventualmente svolgere una o più tracce diverse da quella dell’ambito indicato.
Ricordiamo inoltre che le tracce del test scritto saranno inviate ai candidati il 28/09 alle 21.00.
I candidati per le aree e ambiti che non richiedono test scritto saranno contattati nei giorni successivi alla chiusura del form.
Il set di tracce inviato per l’area IT sarà ovviamente diverso da quello inviato ai candidati dell’area industriale.

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[English version]
As previously announced, we have created an online form to apply to the selections. It will be activated until 8:00 pm of 28th September.
Here there is the link of the form.

On 22nd September at 9:00 pm, the written test with the topics will be sent to the e-mail address you specified on the form. So we encourage you to use a valid address and to double check it before completing the form.
We remind you that the preference for the topics of the written test is not binding. For example, you can eventually develop one or more than one topic different from the one(s) you selected in the form.
If you apply for areas, for which you do not have to perform a written test, you will be directly contacted after the closure of the form for a conversation with us.
We remind you also that the IT written test will be different from the one of the Industrial Engineering field.

We are waiting to hear from you! And good luck to all the students interested in joining our team.

For any doubt or if you have questions, do not hesitate to contact us.

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You are invited!

[English version below]

Il Team ICARUS comunica che lunedì 24 settembre alle ore 15:00 in aula 1B si terrà una presentazione pubblica dei progetti attuali e futuri su cui sta lavorando.

La conferenza sarà un’opportunità unica per tutti gli studenti di IngegneriaArchitettura e Design interessati ad entrare nel team. Potrai infatti conoscerci meglio e parlare di persona con noi. Saremo lieti di dare una risposta alle tue domande e soddisfare la tua curiosità.

Se non dovessi riuscire ad essere presente, non ti preoccupare. Trasmetteremo una diretta live sui nostri canali, che verrà anche caricata permanentemente in serata sul nostro canale YouTube “Icarus Polito”.

Ti aspettiamo!


[English version]

Team ICARUS communicates that on Monday 24th September at 15:00 in room 1B there is a public presentation of the projects we are working on now and in the future.

The conference will be a unique opportunity for all the students of EngineeringArchitecture and Design interested in joining the team. You will be able to meet us and talk with us in person. We are glad to answer to your questions and try to satisfy your curiosity.

If you are unable to participate in it, do not worry. We will broadcast a live on our social channels, which will be also permanently uploaded on our YouTube channel “Icarus Polito”.

We are waiting to hear from you!

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Il circuito di innesco di DART

Finite le vacanze si riprende a lavorare con un nuovo arrivato nei laboratori di Icarus. Il circuito di innesco di DART è finalmente pronto.

Fieri di averci lavorato dal progetto 2D OrCAD al modulo assemblato pronto per i test.


[English version]

The holidays are about to end and we have restarted working on the new arrival in Icarus laboratories. The trigger circuit of DART is finally ready.

Proud of having worked on it from the 2D OrCAD project to the module assembled and ready for the next tests.

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ACC

[English version below]

 

ACC: La coda a V di Anubi

Chi ha visitato il nostro stand ad alcuni degli eventi organizzati dal Politecnico a cui abbiamo partecipato lo scorso semestre, non può non aver notato la coda a V di Anubi, che, rivestita di oracover color rosso, risaltava prepotentemente contro il nero del carbonio del resto del velivolo.

Ma non è sempre stato così: Anubi nasce infatti con una classica coda a T invertita, realizzata anch’essa in fibra di carbonio, ed è con questa configurazione che ha partecipato all’edizione del 2017 dell’Air Cargo Challenge. Ma allora perché cambiare?

Per tutto lo scorso anno accademico, il gruppo ACC ha lavorato per applicare le lezioni imparate nel corso della competizione e utilizzare Anubi come banco prova per testare diverse idee in vista della competizione nel 2019, e uno dei punti fondamentali di questo lavoro ha riguardato rendere l’aeromodello ancora più manovrabile e reattivo ai comandi, soprattutto durante le virate molto strette. Per fare ciò il baricentro del velivolo è stato arretrato, e le superfici di coda sono state totalmente riviste, decidendo di adottare una configurazione a V.

Dimensionare bene una coda a V non è cosa banale, infatti buona parte della cattiva reputazione che hanno tra gli aeromodellisti deriva dal fatto che circolano numerose teorie inesatte su come realizzarle, e da problemi intrinsechi di stabilità, difficili da risolvere senza uno studio analitico. Una volta risolti questi aspetti, nell’ottica non solo di validare sperimentalmente la teoria, ma anche di affinarla svolgendo diversi test con diverse code a V, il vecchio supporto per la coda a T alla fine della fusoliera di Anubi è stato rimpiazzato da un innesto modulare realizzato grazie ad una stampante 3D, che permette di montare piani di coda di diverso tipo e dimensione, ed è stato realizzato il primo prototipo di coda a V, in tecnica costruttiva classica, con centine e correnti in legno di balsa rivestiti con oracover: una soluzione economica e rapida adatta appunto a questo scopo.

I primi test si sono rivelati positivi oltre ogni più rosea aspettativa, rendendo la configurazione a V una scelta viabile qualora il team dovesse decidere di utilizzarla in futuro.

 

Nella prima foto: Anubi in atterraggio durante ACC17 (Agosto 2017).

Nella seconda foto: Anubi al Salone dell’Orientamento (Aprile 2018).


[English version]

ACC: The V-tail of Anubi

Those of you that visited some stands of the team ICARUS at events organised by Politecnico di Torino may have noticed the V-tail of Anubi. It is made of red oracover which stands out from the black of the remaining components of the aircraft.

But it has never been so. In fact Anubi was projected at the beginning with a classical inverted T-tail. It was made of oracover too and this was the configuration of the model aircraft when the team took part at the Air Cargo Challenge in 2017. So, why changing the tail?

It all began the last Academic Year, when the ACC division of the team worked to apply the lessons learned at the Challenge. Doing so, Anubi was used to test different and new architectures in view of the following competition in 2019. The main task to accomplish was to make the aircraft more manoeuvrable and responsive to commands; with a special consideration for really tight turns. To do so, the team thought to move the centre of gravity back and to check the tail surfaces. At the end the team decided to adopt a V-tail configuration.

But it was not so easy! Dimensioning a V-tail correctly is not an easy task. In fact there is a bad reputation in aircraft designing for the numerous and wrong theories spread about realising such tail configurations. Reality is that in some cases stability problems are difficult to solve without an analytical study. But once the team solved all these aspects, validated the theory from a practical point of view and improved it with many tests on different V-tails, the support of the tail of the aircraft was removed and changed. The new support is a modular insertion realised with a 3D printer. We designed it in a way for it to support different types of tails of varying dimensions and configurations. Then the team realised the the first prototype of V-tail. This one was made following the classical technique: with centerings and stringers made of balsa wood and coated with oracover. The adopted solution was chosen as it was not very expensive and will allow us to quickly accomplish our aim.

The first tests made have proved to be more positive than any rosy expectation, making the V-tail configuration one of the best ones and a possible future alternative if the team decides to use it.

 

In the first photo: Anubi lands during the ACC17 (August 2017).

In the second photo: Anubi at “Salone dell’orientamento” (April 2018).

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ACC

[English version below]

ACC: Cos’è l’Air Cargo Challenge?

L’Air Cargo Challenge è una competizione internazionale che si svolge ogni due anni e coinvolge decine di team provenienti dalle università di tutta Europa, ma anche dall’Asia e dal Sud America.

La competizione si basa sul progettare, costruire e pilotare un aeromodello che abbia elevate prestazioni anche trasportando un payload elevato, e consiste in una serie di giudizi e prove che determinano il punteggio finale.

Innanzitutto, una giuria di esperti valuta il progetto – sia dal punto di vista organizzativo che tecnico – con particolare attenzione verso l’uso di eventuali situazioni innovative o particolarmente evolute.

Vengono attribuiti punti anche per le capacità espositive dimostrate dal team durante un’apposita presentazione orale alla giuria e al pubblico.

Infine viene la gara vera e propria: il velivolo deve percorrere un circuito ovale un certo numero di volte nel minor tempo possibile, ma, per essere autorizzato al decollo, ciascun velivolo deve superare una prova di carico statico a terra prima di ogni volo.

Una serie di requisiti e vincoli da rispettare rende la competizione stimolante dal punto di vista progettuale: infatti, ad esempio, il gruppo propulsivo (elettrico) è fissato ed uguale per tutti i team. Questo, insieme all’obbligo di decollare entro una certa lunghezza di pista per poter ritenere valido il volo, sprona i team a realizzare velivoli che sfruttino la potenza del motore fino all’ultimo watt. Questi ed altri requisiti premiano velivoli con design, materiali, soluzioni sistemistiche e tecniche costruttive avanzati e talvolta radicali.

Il team ha partecipato per la prima volta alla competizione nel 2017, realizzando Anubi, un aeromodello estremamente manovrabile dotato di 4m di apertura alare, cargo bay con accesso dall’alto e fowler flap. Grazie ad Anubi, il team si posizionò al 9° posto su 36, realizzando il primo posto tra i team alla prima partecipazione, il secondo miglior tempo in gara e il primo posto per punteggio sulla presentazione orale.

Da allora il team ha cominciato a dedicarsi stabilmente alla competizione, tramite la propria divisione “ACC”, che alterna anni di progetto e gara ad anni di studio e sviluppo.

 

In foto: Il team a Zagabria per partecipare ad ACC17.


[English version]

ACC: What is the Air Cargo Challenge?

The Air Cargo Challenge is an international competition held every two years. Lots of teams, coming mostly from European, Asian and South-American universities, take part in it. The competition is based on designing, assembling and piloting a model aircraft projected by the team. The airplane must have remarkable performances also carrying a notable payload.

The final score is made of different marks assigned in the way we are going to show.

First of all, a jury made up of experts evaluates the project; taking into account both the technical and the organization of the team. In this phase there is a high interest in evaluating eventual innovations or highly evolved solutions adopted in the design of the project.

Then there is a public oral presentation in which the team can get additional points.

Finally there is the race! The aircraft must fly in the shortest time in an oval circuit for several laps. But remember that the aircraft is not airworthy until it passes different ground tests, like the static load test.

Furthermore the challenge is exciting cause there are restrictive requirements: for example the (electric) power unit and the take-off distance are already specified by the jury and they are the same for all the teams. Thanks to these preliminary conditions the teams are spurred to project aircraft able to use every single possible watt of energy. So, all of these requirements lead the teams in the design of aircraft with perfected aerodynamic responses, innovative materials, structures, system solutions and highly innovative and radical assembling techniques.

The team took part for the first time in the competition in 2017. Our aircraft is named Anubi and it is highly manoeuvrable and it is characterised by a 4 meters wingspan, by a cargo bay with an upper access and fowler flaps. Thanks to Anubi, the team finished ninth (36 teams in total), getting the first place among the teams that participated for the first time, the second place for the shortest lap time and the first place for the oral presentation.

Since then, the team has been dedicating itself to the competition. Our interest in the Challenge is so high that we created an ACC division in the team which alternates years of races and challenges and years of study and development of the project.

 

In the photo: The team is taking part in the ACC17 in Zagreb.

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Anubi trial day

Giorno di #test per Anubi: arrivo, montaggio e #volo!


Trial day for Anubi: arrival, assembly and #flight!

 

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